Eliminare le cicatrici da intervento chirurgico: il Dye laser è una soluzione!

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I segni lasciati da un intervento chirurgico possono inficiare molto sul nostro aspetto fisico. Scopriamo come eliminare in modo efficace cicatrici e cheloidi che si formano sulla pelle dopo eventi traumatici.

Per motivi di salute o per eventi straordinari, come la gravidanza, si ricorre spesso a interventi chirurgici che, già di per sé piuttosto invasivi, possono lasciare evidenti tracce sulla pelle. Una volta inciso, infatti, lo strato di pelle deve cicatrizzarsi, e non sempre i tessuti si rigenerano in modo uniforme e compatto: la pelle tende a inspessirsi, dando vita a tessuto cicatriziale, per l’appunto, che viene a formarsi ogni volta che epidermide e derma subiscono un evento traumatico, come può essere un intervento chirurgico.

Le cicatrici si mostrano ruvide al tatto e talvolta sopraelevate rispetto al naturale livello della pelle, resistono al tempo e possono essere molto ben evidenti. Ciascun tipo di cicatrice ha diverse caratteristiche, ma il dato comune è che possono essere non solo fastidiose, ma anche antiestetiche: eliminandole è possibile far rigenerare la pelle e farle riacquisire equilibrio.

Cicatrici: tipologie e cause

Le cicatrici non sono tutte uguali all’aspetto, la formazione dipende anche dalle cause che l’hanno provocata. Di base si tratta di un’interruzione della continuità della cute che può verificarsi sotto forma di cheloidi e cicatrici ipertroficheche talvolta possono essere anche confusi.

Il cheloide è una formazione che ha origine da una cicatrice e si sviluppa proprio nei pressi della stessa, in seguito a una sovraproduzione di collagene e fibroplasti. Talvolta dolente e fastidioso, tende a formarsi in particolari zone del corpo come il torace, lo sterno, il padiglione auricolare. È costituita essenzialmente da tessuto fibrocita rio, assume l’aspetto di una vera e propria cicatrice e per questo viene definita anche cicatrice cheloidea. Compare con maggior frequenza tra le persone di carnagione più scura, pur essendo una formazione piuttosto rara.

La cicatrice ipertrofica, invece, si sviluppa all’interno dei tessuti: l’accumulo di sostanze in esubero resta entro i confini della cicatrice, dall’aspetto arrossato e sopraelevato, talvolta dolente e fonte di prurito. La formazione di una cicatrice o di un cheloide dipende dalla tipologia di intervento o evento traumatico subito e dai tempi di guarigione del soggetto, per questo si tende a parlare di qualità della cicatrice, determinata anche dai metodi di cura utilizzati in fase di cicatrizzazione.

Eliminare le cicatrici con il Dye laser

Per eliminare cheloidi e cicatrici in modo efficace bisogna ricorrere a interventi chirurgici, studiati appositamente per le caratteristiche della zona da trattare e del paziente. Uno dei metodi più efficaci, tuttavia, è il Dye laser, che agisce in profondità e aiuta a rigenerare i tessuti danneggiati e discontinui. Il Dye laser, infatti, agisce per rimuovere il rossore, proprio perché il fascio di luce gialla interviene su quel pigmento colorato, oltre a diminuire drasticamente i tessuti in rilievo. La lunghezza d’onda del Dye laser è tale da intervenire in zone molto circoscritte, limitate al tessuto da trattare, ove si concentrano anche i pigmenti rossi in eccesso.

Il trattamento specifico per i cheloidi, invece, richiede l’utilizzo di Pulsed Dye Laser Vbeam, il cui fascio di luce colorato va a colpire le vascolari pigmentate, la luce viene assorbita solo da tessuti specifici e i risultati sono tangibili ed evidenti anche dopo poche sedute.

Per un risultato ottimale è necessario ricorrere a 4-5 sedute di Dye Laser, anche a seconda dell’estensione e resistenza della cicatrice sulla quale bisogna agire. Talvolta si presenta l’esigenza di intervenire a distanza di mesi proprio per la complessità di alcuni fenomeni cicatriziali.

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